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LA CRISI DEL 1929 sarà nulla in confronto al post Corona Virus... a meno che

Scritto da Mik Cosentino - 11 Aprile 2020

Ti anticipo che questo articolo richiederà almeno 10 minuti per leggerlo tutto...quindi se sei di fretta lassa perde.

Dunque...un pò di storia per capire dove il nostro paese andrà a finire se non si faranno le giuste scelte e non si smetterà di prendere per il culo gli Italiani… (e cosa dovresti fare TU per pararti il culo).

Per farlo torniamo indietro di quasi 100 anni e ripercorriamo un po' di fatti avvenuti in quegli anni e che io ho avuto solamente modo di ascoltarlo sui libri e nei racconti di mia Nonna.

Alla fine degli anni Venti, dopo la sanguinosa prima Guerra mondiale il mondo sembrava prossimo superare i traumi avuti anche perché i rapporti fra le potenze mondiali attraversavano una fase di distensione e anche “il problema tedesco” sembrava avviato a una soluzione equilibrata soprattutto in seguito al Patto di Locarno del 1925.

Tuttavia…come i vecchi saggi insegnano. Quando tutto sembra calmo e tranquillo, devi aspettarti sempre qualcosa all’improvviso che scombussola gli equilibri.

Infatti, n questo quadro di apparente stabilità politica e sociale, nel 1929 si abbatté, prima negli Stati Uniti e poi nel mondo intero, una crisi economica tanto imprevista quanto catastrofica destinata a cambiare le sorti del Novecento.

Di quasi tutto il 900. Ascolta bene…

Sto parlando della Grande Depressione, che influenzò prepotentemente lo sviluppo storico delle società occidentali, sconvolse i vecchi assetti, accelerò le trasformazioni già in atto e mise in moto una catena di eventi che avrebbero presto portato successivamente ad un nuovo conflitto mondiale.

Come è noto la storia dell’economia mondiale dalla Rivoluzione industriale era stata una storia di progresso accelerato e di continua crescita economica e, anche se nel corso degli anni si fossero presentate delle curve cicliche e fisiologiche, nel 1929 per la prima volta nella storia del capitalismo questa fluttuazione negativa mise in ginocchio l’intero sistema economico mondiale.

Nulla di grave?

Non proprio cazzo.

Per avere una stima reale delle sue conseguenze, ti basta sapere che senza il crollo dell’economia del 1929 non ci sarebbe sicuramente stato nessun Hitler e quasi certamente non ci sarebbe stato nessun Roosevelt.

Agli inizi degli anni Venti, quando ormai la Prima Guerra Mondiale era terminata, il dollaro americano era la nuova moneta forte dell’economia mondiale e per gli statunitensi cominciò un periodo di grande prosperità: la famosa Era del Jazz.

Non solo…da quel momento in poi proprio dagli Stati Uniti, e soprattutto grazie ad Henry Ford iniziarono a cambiare i paradigmi lavorativi.

Mentre prima si lavorava nei campi in maniera “random”, in quegli anni si cominciò a diffondere in tutto il mondo il fenomeno industriale della produzione in serie e del famoso lavoro 9-17 nelle fabbriche, il che favorì notevolmente un aumento della produttività e del reddito nazionale.

Questa nuova espansione industriale portò anche notevoli mutamenti nell’organizzazione della vita quotidiana.

A metà degli anni Venti, infatti, tra le strade di New York e Chicago circolavano numerose automobili della Ford, una ogni cinque abitanti (in Europa, invece, solo una su ottantatré) e l’uso degli elettrodomestici come radio, frigoriferi e aspirapolveri si era largamente diffuso nelle famiglie grazie anche alla facilitazione finanziaria della rateizzazione.

In quegli anni nasceva la società di consumi.

Dal punto di vista politico c’era la supremazia del Partito Repubblicano, che vedeva nei due presidenti che si succedettero in quegli anni (Warren G. Harding, 1921-1923, e Calvin Coolidge, 1923-1929) i massimi esponenti di una politica economica che promuoveva l’accumulo della ricchezza privata a scapito di opere in favore delle classi più povere. 

Così, iniziò un netto staccamento tra le classi.

Infatti mentre gli operai di alcune industrie erano favoriti sul piano retributivo e a livello di assistenza, le condizioni degli operai comuni tra cui afroamericani e immigrati rimanevano misere e imbarazzanti.

A tutto questo si aggiunse l’ondata ideologica che colpì sempre di più i neri e le leggi che impedivano l’immigrazione per evitare la contaminazione della popolazione yankee.

Tuttavia, questa realtà sociale così articolata e contraddittoria, non intaccava l’ottimismo della borghesia americana e la sua fiducia nella moltiplicazione delle ricchezze. Ma questo clima di incontenibile euforia speculativa, che aveva il suo nucleo primario a Wall Street sede della Borsa di New York, si poggiava su fondamenta così instabili che le sabbie mobili potevano accompagnare solo.

Ed ecco perché..la crisi che arrivò in seguito fu il più grande terremoto economico mondiale.

Come?

Semplice…la storia lo insegna.

Da una parte c’era una grande domanda di bei di consumo e questo ha fatto si che le industrie producessero una quantità sproporzionata di beni di consumo. Peccato che ne veniva prodotta di più di quanto il mercato potesse assorbirne.

Quindi dal 1920 in poi avvenne una costante riduzione dei prezzi che, indubbiamente, porta anche ad una riduzione dell’attività industriale.

D’altronde la coperta è così…se copri da una parte, scopri dall’altra (soprattutto se è piccola).

A tutto questo si aggiungeva anche il fatto che la più grande grande economia mondiale dell’epoca (quella americana) forniva al resto del mondo molti prodotti e pochissime materie prime.

Così facendo, aveva riportato la propria economia indietro di almeno vent’anni, rendendola isolata (ma non per questo immune) dalle minacce di crisi economiche proveniente dal resto del mondo, soprattutto dall’Europa in ricostruzione (ad esempio la Germania), attraverso la costruzione di barriere doganali.

Di conseguenza, già nelle prime settimane di settembre del 1929 i titoli di Wall Street raggiunsero i livelli più elevati. Nonostante il diffuso clima di allerta, a cui seguirono alcune settimane di profonda incertezza economica, il 22 ottobre, il presidente della National City Bank dichiarò:

"Non mi risulta ci sia nulla di fondamentalmente negativo nel mercato azionario, nelle imprese e nella struttura creditizia ad esso relativa".

Aspetta…senti senti senti….non senti?

Non senti la puzza di merda lontano un miglio?

Mi ricorda qualcosa che fa tipo così: “andrà tutto bene”

Perché? Mmmm leggi…

    Il giorno successivo crollarono drasticamente i prezzi fino a giovedì 24 ottobre, il “giovedì nero”, quando cominciò la corsa alle vendite che causò la definitiva precipitazione di valore dei titoli.

    Il 29 ottobre, invece, in quello che viene ricordato come il “martedì nero” ci fu il crollo definitivo della Borsa di Wall Street.

    Da lì il disastro…

    Seguirono drammatici suicidi di speculatori e agenti di borsa.

    Il crollo del mercato, oltre a colpire dapprincipio i ceti ricchi, ebbe conseguenze disastrose soprattutto per i ceti meno abbienti e poi si diffuse in tutto il paese e su tutto il sistema economico mondiale, che ormai dipendeva da quello statunitense e la disoccupazione di massa ebbe un impatto enorme e traumatico sulla politica dei paesi industrializzati.

    L’immagine più comune all’epoca era quella delle mense dei poveri, delle marce per il pane dei disoccupati.

    Un’immagine che indebolì tutto il mondo…seconda solo alla Prima guerra Mondiale.

    La disoccupazione era alle stelle e le persone senza lavoro raggiunsero i 14 milioni negli Stati Uniti e i 15 milioni in Europa che purtroppo aveva a che fare anche con la crisi del sistema bancario inglese, tedesco e austriaco.

    Tutto il mondo era in un mare di merda a livello economico…e quindi anche a livello di VITA.

    Se l’economia non va. La salute va a puttane. Questo ancora non è chiaro a molti.

    Salute ed economia sono come un ballerino e una ballerina che devono essere coordinati e sincronizzati al meglio per svolgere una danza che incanti chiunque.

    Il problema è che molto spesso qualcuno che non capisce un cazzo si intromette tra questa coppia di ballerini dando attenzioni solo ad uno piuttosto che all’altro, distruggendo la coppia e lo spettacolo finale che diventa impossibile da recuperare. 

    Ti ricorda qualcosa?

    Comunque…torniamo a quei tempi.

    All’epoca il mondo era in un mare di merda fino al naso (non fino al collo) e si riuscì a trovare respiro solamente nel 1933 con l’avvento del presidente Roosevelt che avviò un rilancio produttivo e industriale attraverso il famosissimo NEW DEAL: un nuovo piano di riforme economico e sociali promosso per far fronte alla grande depressione.

    Questi provvedimenti erano in gran parte suggeriti dal “brain trust”, un gruppo di docenti universitari e ricercatori che aveva il compito di consigliare il presidente sulle scelte giuste per combattere la crisi. Facevano parte di questo gruppo di lavoro tre professori universitari della Columbia University e dell’Università di Harvard.

    Non so se è chiaro…erano persone che SAPEVANO cosa stavano facendo.
    Non gente campata per aria che non si è mai dovuta occupare nemmeno di gestire una micro impresa.


    Il New Deal prevedeva oltre all’emergenza bancaria:

    • Lo stanziamento di 500 milioni di dollari per impiegare i disoccupati in programmi di lavori pubblici (costruzione e manutenzione stradale ecc)
    • ​L’istituzione del Civilian Conservation Corps che dal 33 al 42 assoldò oltre tre milioni di disoccupati che furono destinati a curare la manutenzione e la conservazione delle risorse naturali. Lo stato gli forniva un riparo, dei vestiti, del cibo e un salario di 30 dollari al mese (una parte doveva essere inviata alle famiglie)
    • ​La riforma monetaria portò ad abbandonare la parità aurea del dollaro statunitense e consentì alla FED di aumentare la quantità di moneta in circolazione nella speranza di far diminuire i prezzi nel mercato interno e stimolare così le esportazioni. Questo portò anche l’aumento della prigione industriale del 50% nei successivi 9 anni.
    • L’abrogazione del proibizionismo che porta alla fine il mercato nero della produzione degli alcolici. Questo portò alla libera produzione di bevande alcoliche, regolarmente tassate, che portò ad un aumento delle entrate comunali federali e creò nuovi posti di lavoro.
    • ​Istituì tramite il Securities and Exchange Act una commissione di controllo sulle operazioni di borsa. Qui si vietavano anche le azioni speculative e le cessioni di azioni senza il pagamento di almeno il 55% del valore della transazione.
    • ​Riforma fiscale
    • ​E molte altre cose…

    Ma la domanda è: sono state tutte fantastiche queste cose?

    Ovviamente no.

    Molte hanno aiutato di brutto l’economia…mentre altre sono state attaccate.

    I risultati del New Deal sono contrastanti.

    I disoccupati, sono andati in diminuzione e successivamente tornati in aumento (in realtà solo con la Seconda Guerra mondiale e l’industria bellica a pieno regime si è riusciti ad assorbire molti altri senza lavoro…ma insomma, non è il massimo no?).

    Il New Deal probabilmente non favorì una piena ripresa economica ma gli americani percepirono l'era Roosevelt come un periodo caratterizzato da forte fiducia e ottimismo, e "come una fase in cui la politica aveva saputo dare risposte efficaci alla crisi economica e alle difficoltà dei cittadini".

    Non a caso Franklin Delano Roosevelt fu l'unico presidente statunitense che governò per ben quattro mandati essendo stato sempre rieletto con ampie maggioranze di voti (57,4% nel 1932, 60,8% nel 1936, 54,7% nel 1940, 53,4% nel 1944).

    Ma cosa c’entra tutto questo con i giorni nostri?

    Questa è una bella domanda…ma in realtà per poter prendere delle decisioni sagge (non necessariamente giuste) è importante studiare le cose dall’alto guardando l’immagine globale del mondo soprattutto in merito agli anni passati.

    Di norma, dovremmo imparare dagli errori e non guardarli per ripeterli in maniera peggiore.

    Quindi, da amante della ricerca quale sono, mi sono documentato come dovrebbe fare chiunque ed ho realizzato che, come sempre, non ci dicono le cose come stanno dal punto di vista economico.

    Di fatto, ci continuano a dire che andrà tutto bene e che lo stato ha a cuore le imprese e i cittadini, ma l’unica cosa che concretamente stanno facendo è quella di metterci in una condizione in cui il debito sarà peggiore di quello che abbiamo già assaggiato negli ultimi anni. Non solo, siamo vittima dell’egoismo di paesi che, di fatto, sono sempre stati egoisti ed hanno sempre e comunque applicato pratiche naziste moderne su altri (Germania ad esempio).

    MES si…mes NO…Eurobond si e Eurobond no…

    Tutti noi dovremmo sapere che il primo è una puttanata ed il secondo per quanto interessante è avvolto da una supercazzola pazzesca.

    Per gli Eurobond servono due condizioni che non abbiamo: 

    • ​E’ possibile parlare di eurbond solo se abbiamo una politica fiscale suddivisa su tutti gli stati per cui tutti si assumono le stesse responsabilità (scordatevelo)
    • ​Avere una banca centrale che faccia il suo compito (scordatevelo)

    Quindi l'Europa ci ha detto un carissimo NO, perché dire si comporterebbe un sacco di casini che non vogliono prendersi.

    Ci hanno fatto credere che non ci sono condizionalità ma in realtà è una buffonata.

    Se vai su Google e digiti “articolo 136 comma 3 MES del TFUE ” troverai la realtà: La concessione di qualsiasi assistenza finanziaria necessaria nell’ambito del meccanismo sarà soggetta a una rigorosa condizionalità"

    Ma nonostante questo Centeno (il presidente dell'Eurogruppo) ci ha tranquillamente detto che:

    Gli stati che lo chiederanno dovranno spendere soldi solo per emergenza corona virus ma dopo saranno soggetti al coordinamento fiscale ed economico europeo nel quadro della sorveglianza europea. La linea di credito sarà disponibile fino alla fine dell’emergenza ma dopo gli stati si impegnano a rafforzare i fondamentali economici ecc…

    In sostanza questi aiuti senza condizionali si possono usare solo per comprare le mascherine (volgarmente detta).

    Ma pochi si ricordano che noi abbiamo dato 57 miliardi ai vari fondi salva stati e se va bene ne porteremmo a casa il 2% con condizionalità.

    E come aiutano le imprese nella merda?

    Ovviamente, sembra non importi a nessuno che il PIL italiano stia perdendo 100 miliardi al mese…

    Quindi considerando che siamo chiusi da 2 mesi sono 200 miliardi…

    Quindi la domanda è:

    Perché le uniche soluzioni che continuano a trovare parlano solo di DEBITO?

    Se un’azienda oggi è chiusa e non ha flussi di cassa, tu a quell’azienda gli devi dare dei cazzo di contributi a fondo perduto. Non dare un contentino per poi chiedere come uno strozzino i soldi indietro mandandoli ancora più nella merda.

    Quindi quello che il governo sta facendo è tutto fuor che dare un credito di cassa alle imprese.

    Bisogna dare CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO.

    E ci sono 5 modi per farlo:
    1. Conto impianti o conto capitale
    2. conto esercizio
    3. Finanza fiscale
    4. Fondi rotativi con tasso agevolato sui quali lo stato paga gli interessi alle banche
    5. Contributi in Conto garanzia (la scelta più scarsa)
    Ora dimmi (non che mi tocchi personalmente ma):

    Quanti hanno ricevuto i 600€ promessi?

    Quante imprese hanno già ricevuto grano?

    Cazzo se un’azienda è chiusa da mesi… non puoi caricarla di debito! Perché vai a caricare interessi passivi su un’azienda in difficoltà. Mentre tu stato dovresti darmi un’integrazione al reddito perché TU stato hai detto di chiudere.

    Quindi o danno dei flussi di cassa sul +, oppure non fai in modo che ci sia un -.

    Ovviamente non sono un economista ne voglio far finta di esserlo. Sono quanto più un amante della ricerca e dell’apprendimento. Ed ecco perché proprio guardando una recente intervista di una persona che stimo profondamente come Valerio Malvezzi, ho deciso di riportarti le sue parole qui di seguito, e che condivido in pieno, per poter uscire da questa situazione come "Italia"


    • Bisogna dare contributi.
    • ​Nazionalizzare la banca d’Italia (e non una Spa che da conto agli azionisti e basta)
    • ​Contrastare le politiche di privatizzazione (dobbiamo difendere la cultura dello stato italiano).

    Come si fa questo? Avendo la sovranità monetaria.

    Perché una volta che ci avranno comprato, saremo una cazzo di colonia.

    • ​Fondo di solidarietà per le famiglie. Non esiste che ci sia gente che piange davanti ai supermercati perché non possono comprarsi da mangiare.
    • ​Piano di investimenti pubblici
    • ​Titoli di stato.
    • ​Le stato note (vedi Aldo Moro)
    • ​Le monete fiscali ecc.

    Bisogna andare in Europa e porre 2 condizioni:

    1. Abrogazione di tutti gli articoli che riguardano la politica finanziaria ed economica.

    Perché una banca centrale indipendente non consente di fare ciò che abbiamo bisogno adesso. Sti cazzi dell’inflazione se c’è un cittadino che muore di fame. Abbiamo già fatto la cazzata riducendo la potenza della sanità, ed oggi siamo ridotti a chiedere mascherine agli stati.

    2. Passare da economia capitalistica ad umanistica.

    Che predilige la solidarietà e la piena occupazione (e di conseguenza scardinare il modello dell’euro).

    Interessanti soluzioni non trovi?

    Si. Peccato che la realtà dei fatti è che NON abbiamo alcun controllo di questa situazione e siamo inermi e inutili come un verme nel campo di Wimbledon. 

    Quindi alla luce di questo non ci sono molte alternative…

    La prima è quella di continuare a “pensare” di non avere alcun potere né tanto meno influenza sulle decisioni dei “capi” — buttando nel cesso le nostre giornate, il nostro lavoro e il nostro futuro.

    La seconda, invece, quella che preferisco è quella di distaccarci per un attimo da tutto questo e comprendere cosa hai bisogno di fare per poter sopravvivere e prosperare in questa nuova era - indipendentemente da cosa succederà lì fuori.

    Vuoi la seconda strada?

    Allora qui ho scritto un report di 10.000 parole che ti mostra quali sono le 2 competenze che DEVI necessariamente avere e che ti permetteranno di “cavartela” in qualsiasi condizione economica. 

    👇👇👇
    Mik Cosentino

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