Ti anticipo che questo articolo richiederà almeno 10 minuti per leggerlo tutto...quindi se sei di fretta lassa perde.
Dunque...un pò di storia per capire dove il nostro paese andrà a finire se non si faranno le giuste scelte e non si smetterà di prendere per il culo gli Italiani… (e cosa dovresti fare TU per pararti il culo).
Per farlo torniamo indietro di quasi 100 anni e ripercorriamo un po' di fatti avvenuti in quegli anni e che io ho avuto solamente modo di ascoltarlo sui libri e nei racconti di mia Nonna.
Alla fine degli anni Venti, dopo la sanguinosa prima Guerra mondiale il mondo sembrava prossimo superare i traumi avuti anche perché i rapporti fra le potenze mondiali attraversavano una fase di distensione e anche “il problema tedesco” sembrava avviato a una soluzione equilibrata soprattutto in seguito al Patto di Locarno del 1925.
Tuttavia…come i vecchi saggi insegnano. Quando tutto sembra calmo e tranquillo, devi aspettarti sempre qualcosa all’improvviso che scombussola gli equilibri.
Infatti, n questo quadro di apparente stabilità politica e sociale, nel 1929 si abbatté, prima negli Stati Uniti e poi nel mondo intero, una crisi economica tanto imprevista quanto catastrofica destinata a cambiare le sorti del Novecento.
Di quasi tutto il 900. Ascolta bene…
Sto parlando della Grande Depressione, che influenzò prepotentemente lo sviluppo storico delle società occidentali, sconvolse i vecchi assetti, accelerò le trasformazioni già in atto e mise in moto una catena di eventi che avrebbero presto portato successivamente ad un nuovo conflitto mondiale.
Come è noto la storia dell’economia mondiale dalla Rivoluzione industriale era stata una storia di progresso accelerato e di continua crescita economica e, anche se nel corso degli anni si fossero presentate delle curve cicliche e fisiologiche, nel 1929 per la prima volta nella storia del capitalismo questa fluttuazione negativa mise in ginocchio l’intero sistema economico mondiale.
Nulla di grave?
Non proprio cazzo.
Per avere una stima reale delle sue conseguenze, ti basta sapere che senza il crollo dell’economia del 1929 non ci sarebbe sicuramente stato nessun Hitler e quasi certamente non ci sarebbe stato nessun Roosevelt.
Agli inizi degli anni Venti, quando ormai la Prima Guerra Mondiale era terminata, il dollaro americano era la nuova moneta forte dell’economia mondiale e per gli statunitensi cominciò un periodo di grande prosperità: la famosa Era del Jazz.
Non solo…da quel momento in poi proprio dagli Stati Uniti, e soprattutto grazie ad Henry Ford iniziarono a cambiare i paradigmi lavorativi.
Mentre prima si lavorava nei campi in maniera “random”, in quegli anni si cominciò a diffondere in tutto il mondo il fenomeno industriale della produzione in serie e del famoso lavoro 9-17 nelle fabbriche, il che favorì notevolmente un aumento della produttività e del reddito nazionale.
Questa nuova espansione industriale portò anche notevoli mutamenti nell’organizzazione della vita quotidiana.
A metà degli anni Venti, infatti, tra le strade di New York e Chicago circolavano numerose automobili della Ford, una ogni cinque abitanti (in Europa, invece, solo una su ottantatré) e l’uso degli elettrodomestici come radio, frigoriferi e aspirapolveri si era largamente diffuso nelle famiglie grazie anche alla facilitazione finanziaria della rateizzazione.
In quegli anni nasceva la società di consumi.
Dal punto di vista politico c’era la supremazia del Partito Repubblicano, che vedeva nei due presidenti che si succedettero in quegli anni (Warren G. Harding, 1921-1923, e Calvin Coolidge, 1923-1929) i massimi esponenti di una politica economica che promuoveva l’accumulo della ricchezza privata a scapito di opere in favore delle classi più povere.